Dall’aumento delle spese al 5% del PIL al rilancio del pilastro europeo della NATO, passando per il rafforzamento della difesa collettiva: sono questi i temi che saranno al centro del 36mo vertice dei leader dell’Alleanza, che prende il via il 7 luglio ad Ankara, in Turchia, e sul quale aleggia sempre di più il peso delle divisioni tra Stati Uniti ed Europa.

Per due giorni la capitale turca ospiterà il confronto tra i 32 Paesi membri in una fase di profonda revisione dell’architettura di sicurezza euro-atlantica, segnata dalla guerra in Ucraina, dall’evoluzione della postura statunitense e dalla necessità di rafforzare la base industriale della difesa. Proprio quest’ultimo sarà uno dei nodi principali delle discussioni tra i leader.

Domani sera il presidente turco Recep Tayyip Erdogan offrirà una cena di gala ai capi di Stato e di governo, mentre mercoledì si terrà la sessione di lavoro del Consiglio Nord Atlantico. L’attenzione sarà rivolta anche ai rapporti tra Trump e gli alleati europei, dopo che il presidente americano si è detto deluso per il mancato sostegno ricevuto durante il conflitto con l’Iran e ha rivelato di aver deciso di partecipare al vertice soltanto dopo essere stato convinto da Erdogan.

Il presidente turco ha sottolineato l’importanza di discutere di “sicurezza collettiva” e dell’“aumento della cooperazione tra gli alleati nel settore della difesa” durante il vertice NATO, in un colloquio con Rutte ad Ankara. Erdogan ha auspicato che il summit possa portare “risultati positivi”, ricordando che la Turchia ha completato i preparativi per ospitare l’incontro.

La settimana scorsa, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha criticato l’impegno dei suoi alleati della NATO, in particolare per quanto riguarda le spese per la difesa. Ieri, invece, il tycoon è tornato ad attaccare la presidente del Consiglio italiana, Giorgia Meloni, passata da alleata più stretta a suo principale bersaglio europeo, dopo il rifiuto italiano, a inizio aprile, di autorizzare l’uso della base di Sigonella per il transito di velivoli militari statunitensi diretti verso il Medio Oriente nel contesto della crisi dello Stretto di Hormuz.

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Rutte assicura sull’impegno degli alleati ad aumentare le spese per la difesa

Presentando il vertice in conferenza stampa, il segretario generale della NATO, Mark Rutte, che dall’inizio del suo mandato nell’ottobre del 2024 ha fatto dell’aumento della spesa per la difesa e della “trasformazione” dell’Alleanza atlantica una delle sue priorità, ha cercato di fornire nuovamente rassicurazioni sull’impegno degli alleati, nel tentativo di placare le pressioni dell’inquilino della Casa Bianca.

Gli alleati europei e il Canada hanno aumentato le loro spese per la difesa al 4% del PIL appena un anno dopo che i Paesi NATO si erano accordati su un obiettivo di spesa del 5% entro il 2035, ha dichiarato Rutte. “A solo un anno dall’inizio di un progetto decennale, vediamo che gli alleati europei e il Canada stanno già investendo circa il 4% del loro PIL in difesa e sicurezza”, ha affermato l’ex premier olandese.

Tuttavia, Rutte non ha chiarito quanta parte di questa cifra riguardi la difesa militare in senso stretto e quanta, invece, altri elementi connessi alla sicurezza, come infrastrutture, mobilità militare e resilienza. L’obiettivo concordato prevede il 3,5% del PIL destinato alla difesa di base, più un ulteriore 1,5% per preparazione, infrastrutture e sicurezza entro il 2035.

“Qui ad Ankara, mi aspetto che le nazioni presentino piani chiari, concreti e credibili per raggiungere l’obiettivo del 5%”, ha affermato Rutte. “Avremo bisogno di più forze, più risorse e una base industriale molto più solida”.

La scorsa settimana, l’Agenzia europea per la difesa ha rivelato nell’ultima edizione della sua rivista “European Defence Matters”, uscita il 2 luglio, che la spesa per la difesa dell’UE è aumentata del 20% su base annua nel 2025, raggiungendo i 418 miliardi di euro . L’agenzia ha stimato che la spesa per la difesa dell’UE ammonterà a 454 miliardi di euro nel 2026, pari al 2,4% del PIL dell’UE.

Rutte continua però ad essere vago nel definire il l nuovo obiettivo di spesa, soprattutto l’obiettivo dell’1,5%, considerato che, ad oggi, non esiste una definizione chiara di cosa si intenda per resilienza e preparazione. Nella dichiarazione finale del vertice dell’Aia dello scorso anno, la NATO questo obiettivo come un investimento sostanzialmente volto a “proteggere le nostre infrastrutture critiche, difendere le nostre reti, garantire la nostra preparazione e resilienza civile, promuovere l’innovazione e rafforzare la nostra base industriale della difesa”.

Gli Stati Uniti preparano il disimpegno dall’Europa, mentre prende forma la NATO 3.0

Una valutazione degli sforzi compiuti finora per una “NATO 3.0”

Nella due giorni, che prenderà il via con il NATO Defence Industry Forum, gli alleati valuteranno gli sforzi compiuti per rendere l’aumento della spesa compatibile con una maggiore capacità di produzione e approvvigionamento. Rutte ha anticipato l’annuncio di “contratti per decine di miliardi di euro” destinati ad accelerare la produzione di sistemi di difesa aerea, missili, capacità spaziali, sorveglianza e armamenti di precisione, consolidando la cooperazione tra governi e industria.

Alla vigilia del summit, Rutte e la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, hanno rafforzato questo messaggio in un op-ed pubblicato dall’Economist. “L’era in cui l’Europa gestiva in outsourcing la maggior parte della sua difesa è finita”, hanno scritto, sostenendo che gli alleati europei dell’Alleanza stanno tornando a investire nella propria sicurezza e nella capacità produttiva dell’industria militare.

I due leader hanno però avvertito che restano rilevanti lacune nelle capacità disponibili. “Gli alleati NATO e gli Stati membri dell’Ue hanno bisogno di più jet da combattimento, aerei per il rifornimento in volo, navi e sottomarini, difesa aerea e difesa missilistica, droni e sistemi anti-droni”, hanno scritto Rutte e von der Leyen.

Secondo i due leader, le forniture destinate all’Ucraina e il conflitto in Medio Oriente hanno accresciuto la pressione sulle scorte militari, in particolare sugli intercettori e sulle capacità anti-drone, mentre l’industria non riesce ancora a soddisfare la domanda. L’obiettivo comune di NATO e Unione europea è quindi rendere la base industriale in Europa e Nord America capace di produrre “di più, meglio e più velocemente”, attraverso una più stretta cooperazione tra governi, industrie, alleati e partner.

Secondo i dati dell’Alleanza, tra il 2016 e il 2026 gli alleati europei e il Canada hanno aumentato la spesa per la difesa di 1.200 miliardi di dollari, mentre nel solo 2025 gli investimenti sarebbero cresciuti di quasi il 20%, pari a 139 miliardi di dollari aggiuntivi. Nonostante questi progressi, l’ambasciatore statunitense presso la NATO, Matthew Whitaker, ha avvertito questa settimana che Washington è pronta a favorire, negli acquisti e negli appalti militari, i Paesi che dimostreranno maggiore impegno nel rispettare gli obiettivi fissati.

Il vertice si svolge inoltre mentre gli alleati europei sono chiamati a colmare parte del vuoto lasciato dall’annuncio americano di voler ridurre il proprio contributo ad alcune capacità militari fondamentali dell’Alleanza, concentrando maggiormente l’attenzione su altri teatri strategici. È il modello che Rutte ha definito “NATO 3.0”: un’Alleanza nella quale gli Stati Uniti restano pienamente impegnati, ma gli europei assumono una responsabilità crescente nella difesa convenzionale del continente.

“La NATO è e sarà sempre un’Alleanza transatlantica, ma dobbiamo riequilibrarla. In stretta collaborazione con gli Stati Uniti, gli alleati europei e il Canada stanno assumendo una maggiore responsabilità nella difesa convenzionale dell’Europa”, ha dichiarato il segretario generale nei giorni scorsi.

Kyiv sotto attacco alla vigilia del vertice NATO, Zelensky chiede più Patriot agli alleati

Quale sostegno all’Ucraina?

Il sostegno all’Ucraina costituirà l’altro grande dossier del summit. Martedì Rutte incontrerà il presidente Volodymyr Zelenskyy e presiederà una riunione del Consiglio NATO-Ucraina a livello di ministri degli Esteri. Gli alleati dovrebbero confermare un nuovo pacchetto di assistenza militare da 140 miliardi di euro in due anni, comprendente anche il contributo del prestito da 60 miliardi dell’Unione europea.

Gli Stati Uniti non finanzieranno direttamente il fondo, che servirebbe però ai Paesi europei e al Canada per continuare ad acquistare armamenti statunitensi attraverso l’iniziativa Purl della NATO, in particolare sistemi di difesa aerea e missili intercettori Patriot destinati a Kyiv.

Proprio a un giorno dal vertice NATO di Ankara, la Russia ha colpito l’Ucraina con una nuova e devastante ondata di attacchi contro la capitale Kyiv, che ha provocato finora 11 morti e danneggiato gravemente diversi edifici residenziali. La nuova serie di attacchi è avvenuta a pochi giorni dal più sanguinoso attacco contro la capitale ucraina dall’inizio dell’anno, costato 31 morti.

In un messaggio diramato dopo l’attacco della notte, Zelensky ha rilevato risultati positivi nell’abbattimento di droni e missili da crociera, ma non di missili balistici, esprimendo la speranza che il vertice NATO di Ankara porti a “decisioni importanti a sostegno della nostra difesa aerea”.

“I nostri soldati hanno ottenuto buoni risultati oggi nell’abbattimento di droni e missili da crociera, ma, sfortunatamente, non contro i missili balistici russi. La ragione risiede proprio nell’insufficiente fornitura di missili intercettori. È fondamentale che il mondo – in primis gli Stati Uniti e i nostri partner europei – esca dal vertice NATO di Ankara con decisioni decisive a sostegno della nostra difesa aerea e, di conseguenza, della protezione della vita dei cittadini”, ha dichiarato Zelensky.

Il presidente ucraino ha sottolineato che, finché i missili destinati ai sistemi Patriot rimarranno nei depositi degli alleati, ciò non farà altro che incoraggiare la Russia a continuare a “prendere di mira” gli edifici residenziali. “Gli Stati Uniti e l’Europa hanno la forza necessaria per fermare questo terrorismo”, ha osservato il presidente.

Secondo quanto riporta il sito ucraino Ukrinform, il responsabile del dipartimento comunicazioni del comando dell’aeronautica militare ucraina, Yurii Ihnat, ha fatto notare, parlando ai media ucraini, che, a causa della carenza di missili per i sistemi Patriot, l’esercito russo si sta concentrando sugli attacchi con missili balistici.

“Per abbattere i missili balistici, è necessario un rifornimento costante di missili per i sistemi Patriot, cosa che ripetiamo continuamente in onda. Chiaramente, i russi stanno sfruttando la grave carenza [di munizioni per abbattere i missili]… Ecco perché si stanno concentrando maggiormente sugli attacchi con missili balistici”, ha affermato Ihnat. Secondo lui, la produzione di missili di questo tipo richiede molto tempo, poiché si tratta di armi ad alta tecnologia.

“L’unica possibilità è che la Russia si concentri maggiormente sulla produzione di missili balistici piuttosto che di missili da crociera”, ha affermato Ihnat, osservando che, in media, la Russia effettua un massiccio bombardamento ogni dieci giorni, ma che è probabile che venga sferrato un attacco anche il giorno successivo a un bombardamento. “Dobbiamo essere preparati alla possibilità che il nemico ripeta l’attacco”, ha detto Ihnat.

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